Registro Italiano in Internet (3a puntata)
Eccoci di nuovo qua a parlare di questa truffa!
La Deutscher Addressdienst GmbH continua ad inviare lettere nonostante l’Agcm, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si sia già pronunciata a riguardo.
Purtroppo cercando con google troveremo anche le testimonianze di chi ha firmato il modulo senza pensarci troppo. Incredibile che nonostante questi signori abbiano ricevuto una multa di 41mila euro, insistano nel loro intento. Facciamo però due conti: firmare questo modulo obbliga ad una spesa di quasi 3mila euro per ogni azienda. Ai cari tedeschi basterebbe che 14 aziende caschino nel tranello, e la spesa sarebbe coperta.
Il consiglio è quindi di IGNORARE la richiesta in quanto il “Registro Italiano in Internet” NON SIGNIFICA NIENTE E NON RAPPRESENTA NESSUN ORGANO COMPETENTE ALLA REGISTRAZIONE DEI DOMINI ITALIANI e che l’unico organo preposto è Il Registro del ccTLD “it” (country code Top Level Domain “it” ) raggiungibile all’indirizzo www.nic.it.
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Registro italiano in Internet (2a puntata)
Tempo fa avevamo parlato del registro italiano in Internet. Dietro questo nome altisonante si nasconde una società tedesca, la Deutscher Addressdienst GmbH, che, attraverso una lettera ingannevole, ci chiedeva 958 euro per inserire il nostro sito Internet nel loro catalogo on line.
Non sappiamo se questa società è ancora in piedi, ma se malauguratamente abbiate firmato il contratto sappiate che la legge è dalla vostra parte.


